Comunicato redazione radio Onda Rossa

Apprendiamo con piacere che quanto scritto sul sito del Brancaleone riguardo alla diretta di radio popolare Roma circa il concerto dei TOK non corrisponde a verità e ci scusiamo di non aver cercato ulteriori conferme.

Siamo contenti-e di apprendere che Radio Popolare non parteciperà nessun modo a questa triste serata e speriamo che visto il suo impegno contro sessismo e omofobia si darà da fare per impedire questo concerto anche grazie al suo consolidato rapporto come media partner del cs Brancaleone, a cui rinnoviamo il nostro invito a desistere da voler ospitare questa serata avendo oramai saputo di cosa si tratta.

Inoltre è stato male interpretato il nostro accenno a Valerio, che era citato proprio per manifestare la nostra incredulità sulla cosa.

La redazione di Radio Onda Rossa

Boicotta i T.O.K. a Roma

Giovedì 24 febbraio il c.s. Brancaleone ospiterà uno dei gruppi giamaicani che negli ultimi anni, nella scena musicale reggae, si è contraddistinto per i suoi testi che incitano a bruciare gli omosessuali.
Il brano Chi Chi Man dei TOK, dice letteralmente ”Rat tat tat every chi chi man dem haffi get flat” [Rat-tat-tat tutti i froci devono morire] e ”Blaze di fire mek we bun dem!” [Appicca il fuoco e bruciali!].
Già tre anni fa i TOK avrebbero dovuto suonare a Roma all’interno della manifestazione musicale Fiesta organizzata dal comune di Roma. In quell’occasione, dopo le proteste del Comitato di boicottaggio della musica omofoba e sessista, il Comune stesso decise di annullare in concerto.
Adesso a tre anni di distanza li ritroviamo al Brancaleone. Non solo.
Radio Popolare decide di mandare in onda in concerto dalle proprie frequenze. Una radio che solo quattro giorni prima ha partecipato e diffuso l’iniziativa antifascista per il trentennale dell’omicidio di Valerio Verbano.
Invitiamo il Brancaleone e Radio Popolare a non accogliere questo gruppo nei propri spazi.
Invitiamo tutte e tutti a boicottare il concerto di giovedì sera 25
febbraio dei TOK e di esprimere la propria indignazione ai seguenti
indirizzi:
radiopop@radiopopolare.it
onelove@onelovehp.com
info@brancaleone.it
La redazione di Radio Onda Rossa

ELEPHANT MAN, ROMA TI HA RIFIUTATO!

Siamo liete e lieti di informarvi che il concerto di Elephant Man, che avrebbe dovuto svolgersi il 3 ottobre all’Alpheus di Roma, è stato annullato.
Ringraziamo la responsabile dell’Alpheus per la sua disponibilità.
Ribadiamo ancora una volta che in questa città non c’è posto per portatori sani di omofobia e fascismo.
Non si può girare la testa dall’altra parte e credere di non essere complici.
Non si può invitare chi canta di uccidere gay e lesbiche, pensando che è solo frutto della "sua" cultura.
La "sua" cultura è anche la nostra, il suo odio è lo stesso che respiriamo noi quando giriamo per le strade, quello che canta è quello che "ci" succede realmente.
Elephant Man canta quello che la sua religione gli ha insegnato.
Sono le stesse cose che ci insegna il cristianesimo.
Elephant Man parla di uccidere.
Sono le stesse cose che dicono i fascisti.
Eppure, nonostante tutto, ci sono ancora in programma due tappe del tour italiano di Elephant Man: il 30 ottobre al LiveClub (Milano) e il 31 ottobre all’Evening Club (Lecce).
Ribadiamo la nostra richiesta di annullamento e invitiamo tutte e tutti a disertare questi due concerti e qualsiasi altro, di qualsiasi genere musicale, abbia gli stessi contenuti.

Elephant Man annullato a Roma

grazie a tutte e tutti

la lotta  al sessismo e all’omofobia continua!

Di Francia dichiara: Beenie Man e T.O.K. ANNULLATI!!

L'assessore alle politiche culturali del Comune di Roma Silvio Di Francia, intervistato durante il Gay Pride ai microfoni di RadiOndaRossa, conferma l'annullamento dei concerti omofobi di Beenie Man e T.O.K.

Ascolta 

di francia.mp3

Foto Roma Pride 16_06_07

      

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The day after Pride: aperitivo reggae all’Horus Occupato

Horus Occupato presenta: «The day after Pride»
domenica 17 giugno, dalle 19.00
aperitivo con Women in Reggae
mostre e materiale informativo sulla campagna di boicottaggio dei concerti omofobi
piazza Sempione, 21 – Roma

Roma Pride, 16 giugno 2007

ROMA PRIDE, 16 giugno 2007

Oggi manifestiamo insieme la nostra volontà di autodeterminarci e di scegliere liberamente, nella nostra quotidianità, ciò che più ci rende felici.
Portiamo nelle strade il nostro orgoglio di essere considerat@ divers@: da chi ci giudica e pretende di disquisire sulla nostra sessualità e sul nostro modo di viverla; da chi accetta passivamente un controllo capillare su ogni aspetto della propria esistenza; e da chi questo controllo lo impone attivamente, per continuare ad esercitare il proprio potere.
Siamo antiomofob@, antisessiste, e antixenofob@, nella misura in cui rifiutiamo ogni forma di prevaricazione. Siamo convint@ che l'oppressione di lesbiche, gay, bisex, trans e queer, sia un problema politico di primaria importanza nell'ambito di tutti i percorsi che implicano antifascismo, libertà di scelta e diritti.
Coerentemente con tutto ciò, abbiamo avviato una campagna di sensibilizzazione sul reggae omofobo, con lo scopo di far annullare i concerti in cui si esibiscono personaggi che inneggiano alla violenza contro gay e lesbiche, definendoli come peccatori, pervertiti e quant'altro. Esattamente come fanno la destra radicale e il cattolicesimo che combattiamo ogni giorno.
Abbiamo iniziato lo scorso anno con Buju Banton, proseguendo quest'anno con Capleton ed Elephant Man. I prossimi appuntamenti saranno a Fiesta (Ippodromo delle Capannelle) per Sizzla, Beenie Man e TOK.
Chiunque ritenga opportuno ribellarsi all'odio verso la diversità, soprattutto se associato alla fede religiosa, e all'utilizzo della musica per veicolare messaggi inconcepibili, in un'ottica di cieco consumo, ha una possibilità in più per farlo.
La nostra forza nasce dalla mobilitazione delle singole persone, con modalità il più costruttive e creative possibili. Ogni singolo rifiuto consapevole di finanziare questi concerti e di fruire fisicamente di questi spettacoli, rappresenta il rifiuto di partecipare alla celebrazione della macchina da divertimento in cui tutto è lecito (anche bruciare lesbiche e gay). Ed è già di per sé una conquista.

BOICOTTA LA MUSICA OMOFOBA E SESSISTA!

Rete per il boicottaggio dei concerti omofobi
http://nonsoloreggae.noblogs.org
nonsoloreggae@autistici.org

scarica il volantino 070616_volantino_pride.pdf

LETTERA APERTA SUI CONCERTI DI SIZZLA, BEENIE MAN E TOK


A pochi giorni dalla manifestazione nazionale del Pride, che si svolgerà a Roma il 16 giugno 2007, alla quale parteciperemo con uno spezzone unitario per combattere qualsiasi forma di discriminazione basata sull'identità sessuale, l'Estate Romana si appresta a regalarci i concerti di Sizzla, Beenie Man e T.O.K. a Fiesta: due cantanti e un quartetto vocale che hanno fatto dell'omofobia il loro biglietto da visita.

Il brano Chi Chi Man dei T.O.K., che dice letteralmente ''Rat tat tat every chi chi man dem haffi get flat'' [Rat-tat-tat tutti i froci devono morire] e ''Blaze di fire mek we bun dem!'' [Appicca il fuoco e bruciali!], è stato usato dal leader del Jamaican Labour Party per promuovere la sua campagna elettorale, alla vigilia delle elezioni politiche del 2001. Non stupisce che in un paese in cui l'omosessualità è punita per legge, la canzone sia diventata uno slogan nazionale. Nel brano Pump Up, Sizzla canta ''Fire fi di man dem weh go ride man behind'' [Brucia gli uomini che fanno sesso anale con altri uomini]. Nel 2004 Sizzla ha dichiarato in un'intervista alla BBC ''They can't ask me to apologize. They've got to apologize to God because they break God's law'' [Loro (i gay) non possono chiedermi di scusarmi. Sono loro che devono chiedere scusa a dio perche' infrangono la legge divina]. Nel 2005 Sizzla ha risposto alle proteste internazionali, scrivendo il brano Nah Apologize [Nessuna scusa], in cui spiega che i ''Rastaman nah apologize to no batty bwoy'' [i Rastaman non chiedono scusa ai gay].

Troviamo vergognoso che messaggi di questo tipo vengano ospitati all'interno di una manifestazione tra le più importanti dell'Estate Romana. Pensiamo che il Comune di Roma non debba permettere che all'interno di iniziative culturali che lo coinvolgono direttamente, ci sia spazio per chi incita alla violenza, alla discriminazione, alla sopraffazione. Chiediamo al Comune di Roma, e in particolare all'assessorato alle politiche culturali, di ritirare il patrocinio offerto a Fiesta nell'ambito della programmazione dell'Estate Romana, nel caso che i concerti di Sizzla (il 21 giugno p.v.) e dei T.O.K. insieme a Beenie Man (l'11 luglio p.v.) vengano confermati.

E rimaniamo ancor più sconcertati dalla vaghezza delle scuse degli organizzatori. Il promoter che organizza il tour italiano di Sizzla (Tour de Force) ha recentemente diffuso una dichiarazione firmata da Sizzla, Beenie Man e Capleton, intitolata Reggae Compassionate Act, presentandola come una dimostrazione di un ''cambiamento di rotta'' da parte dei suddetti cantanti. Le dichiarazioni si possono leggere qui: http://www.sosjamaica.org/test/action.asp?ID=374

Purtroppo queste dichiarazioni non rappresentano una novità ma sono un espediente, già ampiamente usato nel passato, per garantire lo svolgimento di questi concerti in Europa, tappando la bocca alle proteste. Sono dichiarazioni così vaghe e fumose che non si capisce nemmeno con chi o per che cosa i firmatari si stiano scusando e, soprattutto, non dicono esplicitamente che i cantanti smetteranno di diffondere messaggi omofobi durante i loro concerti sia in Europa che nei Caraibi.

Finché questi cantanti non si esporranno pubblicamente condannando esplicitamente la violenza omofoba (sia verbale che materiale), non solo in Europa ma anche in Giamaica, noi continueremo a boicottarli.

Chiediamo dunque agli organizzatori dei concerti di Sizzla, Beenie Man e T.O.K. (a Roma, Osoppo, Milano, Ancona e Bari) di provvedere tempestivamente ad annullare queste date, come coraggiosamente è stato già fatto a Bologna e Torino nel caso di Beenie Man e Capleton.

LA RETE PER IL BOICOTTAGGIO CONTRO I CONCERTI OMOFOBI
http://nonsoloreggae.noblogs.org
nonsoloreggae@autistici.org

Aspettando il PRIDE del 16 giugno