Entries from giugno 2007 ↓

Boicotta Sizzla e Beenie Man

Il 13 giugno scorso l'associazione inglese Outrage ha diffuso la notizia che tre dei principali cantanti reggae/dancehall hanno rinunciato all’omofobia e condannato la violenza contro gay e lesbiche, firmando un accordo denominato Reggae Compassionate Statement, in cui Sizzla, Capleton e Beenie Man dichiarano tra l'altro: «concordiamo di non cantare testi e suonare canzoni che incitino all’odio o alla violenza contro chiunque, di qualsivoglia comunità».
leggi il testo completo dell'accordo

Noi abbiamo affermato fin dall'inizio della campagna di boicottaggio, che questi accordi non rappresentano un reale e sincero ripudio dell’omofobia e del sessismo da parte di questi cantanti, ma servono soltanto a difendere gli interessi economici dei tour manager europei e delle case discografiche.

E a riprova di ciò, a meno di due settimane dalla firma del RCA, abbiamo già ricevuto numerose segnalazioni che dimostrano chiaramente che questi cantanti non hanno alcuna intenzione di mantenere la parola data (di seguito alcuni esempi).

Ribadiamo dunque la nostra richiesta di annullamento di tutti i concerti di Sizzla, Beenie Man e Capleton in Italia.

Rete per il boicottaggio dei concerti omofobi
http://nonsoloreggae.noblogs.org
nonsoloreggae@autistici.org

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Durante il concerto del 13 giugno scorso al Kesselhaus di Berlino, Sizzla ha cantato le canzoni:
No No Way [«No no no no way / bad man nuh suck pussy / no no no no way / bad man no fuck batty» – trad. it.:  Niente affatto / I duri non fanno sesso orale / Niente affatto / I duri non fottono i froci]
e
Nah Apologize [«Rastaman nah apologize to no batty bwoy» – trad. it.: i rastaman non chiedono scusa ai froci]
lasciando che il pubblico intonasse al suo posto i rirornelli omofobi.
Sizzla ha cantanto le stesse canzoni anche il 20 giugno a Milano
e il 22 giugno a Bari
fonte

 

Ma questo espediente non è una novità: era stato utilizzato anche da Buju Banton nel 2006 in Florida, quando cantava Boom Bye Bye lasciando che il pubblico intonasse al suo posto il ritornello «Boom Bye Bye on a batty bwoy head».
Nel frattempo Beenie Man ha dichiarato a One876Entertainment.com di non aver mai firmato nessun accordo, e che forse il suo manager potrebbe aver firmato lo statement al suo posto:
«I never signed it, maybe the promoters signed it, because every promoter have to sign if dem want dem concert fi keep, but if yu nah sing about dem, there is no need to sign it».
fonte

Anthony B canta

Anthony B è un noto cantante reggae giamaicano, che – come Sizzla e Capleton – aderisce alla corrente dei Bobo Ashanti, uno dei filoni più fondamentalisti del rastafarianesimo (la fede religiosa di ispirazione cristiana diffusissima in Giamaica). Distinguibili dal turbante stretto intorno alla testa, i deejay bobo invocano, attraverso le loro liriche, il ricorso al «fuoco purificatore» contro «il corrotto regno di Babilonia».fonte

Purtroppo, uno dei bersagli più frequenti delle loro invettive è proprio l'omosessualità o – con le parole di questi cantanti – la "sodomia": un chiaro riferimento all'immagine biblica di Sodoma e Gomorra.

E infatti nel 1996 Anthony B pubblica il brano Bun Down Sodom [brucia

Sodoma], incluso nell'album Real Revolutionary (Greensleeves).
Seguito nel 1998 dal brano Cut Out That (incluso nell'LP Seven Seals, VP Records 1999) in cui Anthony B canta: «A go bun all soddom whey dem practice» [brucerò tutti i sodomiti e le loro pratiche].
Nel 2002 esce per l'etichetta Crown International il singolo intitolato Chi Chi Man.

In creolo giamaicano "chi chi" significa letteralmente "termite,

parassita", e "chi chi man" è l'epiteto dispregiativo comunemente

usato per denigrare i gay.
fonte

Ma l'omofobia non è solo un prodotto della dancehall: la musica contribuisce semplicemente ad alimentare, ad amplificare e a diffondere ovunque un pregiudizio culturale preesistente in Giamaica, dove l'omosessualità è ancora considerata un reato, in virtù di una legge che risale ai giorni della schiavitù e del colonialismo britannico. L'articolo 76 del codice penale giamaicano sancisce infatti il reato di «sodomia», definito come «un rapporto anale tra un uomo e una donna o tra due uomini». Chi trasgredisce questa legge può essere condannato a scontare fino a dieci anni di lavori forzati.
fonte

21/06 festa no_omofobia @ baricadero

giovedì 21 giugno

dalle ore 20.00

festa no_omofobia

brindiamo insieme all'annullamento del concerto di Sizzla!

al BARICADERO soft summer bar 

ex cinodromo, via della vasca navale 6

aperitivi, cocktail…

…e selezioni musicali trash/'70/'80

con i dj e le dj del boicottaggio


Anche Bari rifiuta Sizzla!

Siamo dappertutto: ARREENDETEVI! 

anche a Bari c'è chi si mobilita contro il reggae omofobo di Sizzla:

 

l'appuntamento per tutte e tutti coloro che rifiutano chi promuove l'odio e l'intolleranza è

venerdì 22 giugno

davanti al New Demodè Discothèque (via dei Cedri, n.14 sulla Bari-Modugno)

insieme ad Amnesty International

per info: rivoltek@hotmail.it

 

Sizzla viola il Compassionate Act in Germania

Sizzla viola il ''Compassionate Act'' durante i concerti in Germania

Durante il concerto tenutosi il 13 Giugno scorso al Kesselhaus di Berlino, Sizzla ha violato quanto recentemente sottoscritto con il Compassionate Act.
Il cantante giamaicano ha suonato le canzoni ''No No Way'' [No no no no way /
bad man nuh suck pussy / no no no no way / bad man no fuck batty – trad. Niente affatto / i duri non fanno sesso orale / niente affatto / i duri non fottono i froci] e ''Nah Apologize'' [Rastaman nah apologize to no batty bwoy – trad. i Rastaman non chiedono scusa ai froci] e ha lasciato che il pubblico intonasse al suo posto i rirornelli omofobi.

La cosa non ci lascia stupiti. Noi abbiamo sempre affermato dall'inizio della campagna di boicottaggio, che questi accordi servono soltanto a salvaguardare il lato economico della questione, mettendo a posto la coscienza dei tour manager europei e delle case discografiche. Visto che quello che pensavamo succedesse si e' puntualmente verificato, a questo non ci sono piu' scuse e non ci sono piu' Statement che tengano. Ribadiamo la nostra richiesta di annullamento di tutti i concerti di Sizzla in Italia.

Fonte della notizia

Di Francia dichiara: Beenie Man e T.O.K. ANNULLATI!!

L'assessore alle politiche culturali del Comune di Roma Silvio Di Francia, intervistato durante il Gay Pride ai microfoni di RadiOndaRossa, conferma l'annullamento dei concerti omofobi di Beenie Man e T.O.K.

Ascolta 

di francia.mp3

Foto Roma Pride 16_06_07

      

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The day after Pride: aperitivo reggae all’Horus Occupato

Horus Occupato presenta: «The day after Pride»
domenica 17 giugno, dalle 19.00
aperitivo con Women in Reggae
mostre e materiale informativo sulla campagna di boicottaggio dei concerti omofobi
piazza Sempione, 21 – Roma

Roma Pride, 16 giugno 2007

ROMA PRIDE, 16 giugno 2007

Oggi manifestiamo insieme la nostra volontà di autodeterminarci e di scegliere liberamente, nella nostra quotidianità, ciò che più ci rende felici.
Portiamo nelle strade il nostro orgoglio di essere considerat@ divers@: da chi ci giudica e pretende di disquisire sulla nostra sessualità e sul nostro modo di viverla; da chi accetta passivamente un controllo capillare su ogni aspetto della propria esistenza; e da chi questo controllo lo impone attivamente, per continuare ad esercitare il proprio potere.
Siamo antiomofob@, antisessiste, e antixenofob@, nella misura in cui rifiutiamo ogni forma di prevaricazione. Siamo convint@ che l'oppressione di lesbiche, gay, bisex, trans e queer, sia un problema politico di primaria importanza nell'ambito di tutti i percorsi che implicano antifascismo, libertà di scelta e diritti.
Coerentemente con tutto ciò, abbiamo avviato una campagna di sensibilizzazione sul reggae omofobo, con lo scopo di far annullare i concerti in cui si esibiscono personaggi che inneggiano alla violenza contro gay e lesbiche, definendoli come peccatori, pervertiti e quant'altro. Esattamente come fanno la destra radicale e il cattolicesimo che combattiamo ogni giorno.
Abbiamo iniziato lo scorso anno con Buju Banton, proseguendo quest'anno con Capleton ed Elephant Man. I prossimi appuntamenti saranno a Fiesta (Ippodromo delle Capannelle) per Sizzla, Beenie Man e TOK.
Chiunque ritenga opportuno ribellarsi all'odio verso la diversità, soprattutto se associato alla fede religiosa, e all'utilizzo della musica per veicolare messaggi inconcepibili, in un'ottica di cieco consumo, ha una possibilità in più per farlo.
La nostra forza nasce dalla mobilitazione delle singole persone, con modalità il più costruttive e creative possibili. Ogni singolo rifiuto consapevole di finanziare questi concerti e di fruire fisicamente di questi spettacoli, rappresenta il rifiuto di partecipare alla celebrazione della macchina da divertimento in cui tutto è lecito (anche bruciare lesbiche e gay). Ed è già di per sé una conquista.

BOICOTTA LA MUSICA OMOFOBA E SESSISTA!

Rete per il boicottaggio dei concerti omofobi
http://nonsoloreggae.noblogs.org
nonsoloreggae@autistici.org

scarica il volantino 070616_volantino_pride.pdf

il manifesto: la rete contro i concerti omofobi verso il Pride

il manifesto, 14 giugno 2007, pag. 3

No global verso il Pride. In formazione sparsa
I centri sociali con la tecno del Forte Prenestino e il reggae della rete
contro i concerti omofobici. In piazza anche i Cobas. Ma non tutto il popolo no
war si è mobilitato
Giacomo Russo Spena
Roma
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