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Corriere Bologna: Il reggae antigay fa litigare la sinistra

nonsoloreggae | 28 Aprile, 2007 07:29

da: Corriere Bologna, 28.04.2007

IL REGGAE ANTIGAY FA LITIGARE LA SINISTRA
I concerti di Link ed Estragon (locale vicino ai Ds) provocano l'ira degli omosessuali
Francesco Rosano

Musica reggae, dreadlocks e omofobia violenta. L'arrivo in città di Capleton e Beenie Man, due musicisti giamaicani famosi più per la loro intolleranza che per la loro musica, fa infuriare le associazioni omosessuali e trans di Bologna, che chiedono di annullare i due concerti in programma per maggio.

E nel mirino della protesta omosessuale finiscono due locali storicamente di sinistra come l'Estragon, da sempre legato ai Ds, e il Link, chiuso per trenta giorni dal questore dopo il malore che ha colpito martedì scorso un ventunenne che aveva assunto un mix di alcol e droghe. Capleton e Beenie Man, in calendario per il 10 maggio all'Estragon e per il 29 al Link, sono «musicisti famosi per le loro canzoni intrise di fondamentalismo religioso, che inneggiano al rogo di gay e lesbiche e veicolano l'odio per ogni diversità », scrivono Arcilesbica, Arcigay, Antagonismo Gay, Mit e Fuoricampo lesbian group. Non bisogna permettere che attraversino i luoghi della cultura di questa città, attaccano le associazioni gay e trans, soprattutto «quelli che dovrebbero rappresentare spazi di critica verso certi messaggi », come l'Estragon e il Link. Da qui l'appello a impedire i due concerti, senza accettare un compromesso ipocrita come quello di «non proporre canzoni omofobiche in occasione delle tappe che terranno in città».
Di certo leggere il nome di Capleton nel calendario dell'Estragon deve aver amareggiato molto le realtà omosessuali bolognesi, perché fu proprio quel locale a ospitare nel dicembre 2005 un'iniziativa di Amnesty International contro la violenza omosessuale in Giamaica. Sergio Lo Giudice, presidente nazionale di Arcigay e consigliere comunale dei Ds, è preoccupato. «È scandaloso che cantanti come Capleton e Beenie Man possano diffondere in Europa messaggi che sono istigazioni all'odio e alla violenza contro i gay», dice Lo Giudice. Canzoni che hanno effetti drammatici in Giamaica, aggiunge, e che non devono avere diritto di cittadinanza a Bologna. Ma non è spiacevole che sia proprio l'Estragon, da sempre vicino alla Quercia, a ospitare artisti del genere? «Sono convinto della buona fede degli organizzatori — risponde il presidente Arcigay — ma devono comunque rispondere al problema che poniamo».
Sulla polemica che investe il locale di riferimento dei giovani Ds, attivo in città da sedici anni, la Quercia è prudente. «L'Estragon è autonomo, c'è un rapporto di collaborazione ma è indipendente nelle sue scelte», spiega il responsabile Organizzazione dei Ds di Bologna Francesco Critelli. «Sono sicuro che se fossero stati a conoscenza delle posizioni di quel musicista — aggiunge Critelli — non lo avrebbero invitato».
La correzione di rotta del l'Estragon non si è fatta attendere troppo, arrivando nel pomeriggio di ieri con un comunicato del presidente Lele Roveri. «Nulla sapevamo dei contenuti omofobi e sessisti delle canzoni di Capleton — spiega Roveri — è un artista che francamente non conosciamo ». Il concerto è organizzato dalla Pirates Production, sottolinea il presidente Estragon, «una società produttrice di eventi che organizza periodicamente spettacoli ospitati nella nostra struttura». Noi non diamo spazio ad artisti portatori di messaggi intolleranti e razzisti, conclude Roveri, che annuncia: «Se non ci sarà un chiarimento tra gli organizzatori e le associazioni omosessuali e trans bolognesi, l'Estragon negherà l'utilizzo della sala ». Ma, come sottolinea Matteo Cavalieri del Cassero, quel chiarimento è impossibile. «Non c'è nessun dubbio da fugare — dice — il concerto di Capleton va solo annullato». E il Link? Anche qui arriva la marcia indietro. «Ci avevano chiesto uno spazio per un concerto reggae, non ci eravamo preoccupati dei contenuti », dice il vicepresidente di Link Associated Luca Santarelli. Che assicura: «Alle prime preoccupazioni che ci erano state espresse dalle associazioni omosessuali e trans, avevamo già sospeso le trattative e deciso di rinunciare al concerto».


CAPLETON E BEENIE MAN Urlano «froci al rogo» ma li premiano come star
Michele Pompei

Scordatevi le tensioni mistiche di Bob Marley, i suoi afflati terzomondisti e i suoi inni all'amore universale: la musica giamaicana, quella legata alla cultura di strada dei rude boys di Kingston o Montego Bay, sa essere molto meno tenera di quella prodotta dal più famoso ambasciatore del reggae e del rastafarianesimo. Prendete Beenie Man (atteso al Link il prossimo 29 maggio), vera e propria potenza della dance music proveniente dall'isola caraibica.
Al di là dei suoi innegabili meriti musicali, mr. Moses Davis (questo è il suo vero nome) è un vero campione del machismo che impera in Giamaica: «Tek a Bazooka and kill batty-fucker» (Prendi un bazooka e uccidi i froci) è uno dei tanti versi dichiaratamente omofobici contenuti nel brano
Roll Deep. Beenie Man è uno dei pochi giamaicani capaci di conquistare (era il 2001) un Grammy Award per l'album «Art & Life» e se non fosse stato comprensibilmente boicottato, avrebbe rischiato di aggiudicarsi anche l'MTV Award, arricchendo così il suo palma res. Anche Capleton, che l'Estragon avrebbe dovuto ospitare il 10 maggio, è un pezzo da novanta della scena dancehall reggae. Idolatrato in patria, come Beenie Man, è tenuto sotto stretta osservazione dalle organizzazioni per i diritti degli omosessuali e dalle autorità di diversi governi (Stati Uniti e Inghilterra compresi) per le sue liriche legate a un linguaggio violento e razzista, come accade nella non propriamente edificante canzone «Bun out di Chi chi (Brucia i froci)».
Il clamoroso successo del disco «Reign of fire» gli sarebbe probabilmente valso un Grammy, ma anche a lui è toccata la stessa sorte del collega Beenie Man. Ai loro andrebbero aggiunti i nomi di altri noti dj e performers come Sizzla («spara ai froci, la mia pistola fa boom» canta in Pump Up - alza il volume) o Elephant Man che, pur dichiarando che le sue canzoni invitano alla concordia, alla pace e alla felicità, è autore di versi come «Dance wi a dance and a bun out a freaky man» (Unisciti alla nostra danza, andiamo a bruciare i froci), parole che con la pace e la fratellanza sembrano avere decisamente poco a che fare.


FRANCO GRILLINI «Nessuna scusante, avrebbero dovuto sapere»

«Non basta dire semplicemente "non lo sapevamo", quella contro l'omofobia dei cantanti giamaicani è una battaglia che va avanti da dieci anni. Se invito un nazista a una conferenza poi non posso dire "non lo sapevo", non è giustificabile». Il presidente onorario dell'Arcigay e deputato dei Ds, Franco Grillini, non nasconde la sua amarezza di fronte al fatto che l'Estragon abbia in calendario un concerto di Capleton, musicista giamaicano noto soprattutto per l'omofobia dei suoi testi.
Onorevole, perché tanto rumore per due concerti reggae?
«Le associazioni di Bologna hanno ragione, la battaglia contro l'omofobia e la violenza dei cantanti giamaicani è necessaria. E gli amici di sinistra che li invitano a suonare dovrebbero almeno accertarsi che non siano razzisti, perché si può essere razzisti pur essendo di pelle nera, anche se non tutti lo capiscono. La verità è che non si può fare gli antirazzisti a rate, bisogna esserlo sempre e con tutti».
A ospitare uno dei due musicisti, però, è proprio l'Estragon, che da sempre collabora con i Ds.
«È una cosa che dispiace, bisognerebbe sempre informarsi prima. Ma che molti cantanti giamaicani abbiano posizioni omofobe e violente lo si sa da tempo. I loro testi sono violentissimi, veri e propri inni al reato. Incitano alla violenza e all'odio contro gli omosessuali. Le parole possono essere fucili, e nel caso della Giamaica è una triste verità, visto che i linciaggi di omosessuali sono purtroppo un fenomeno reale. L'effetto di certi testi sui più giovani è devastante, non è solo un problema legato al "politicamente corretto". Purtroppo però io ho un dubbio».
Cioè?
«Temo che se si fosse trattato di frasi antisemite non sarebbero passate inosservate. Il punto è che il razzismo antigay ha comunque una soglia di tolleranza più alta. Nel caso degli amici dell'Estragon è probabile si sia trattato solo di disattenzione, ma con tutte le polemiche che si erano già create in passato bisognava comunque saperlo».
L'Estragon ha detto di non conoscere i testi di Capleton, ma nel dicembre 2005 aveva ospitato un'iniziativa proprio contro il razzismo in Giamaica. Non è una contraddizione?
«Preferisco pensare si sia trattato solo di dabbenaggine, in ogni caso dovrebbero stare più attenti in futuro. L'importante è impedire che si trasmettano messaggi che sono vere e proprie istigazioni all'omicidio. Gli errori si possono fare, basta rendersene conto. E poi se si tratta di realtà vicine alla sinistra bisogna fare autocritica a maggior ragione».
F.to. PREOCCUPATO
Il parlamentare Ds e presidente onorario di Arcigay, Franco Grillini

http://www.cinemagay.it/news-rs.asp?BeginFrom=&idrassegna=6613

 
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