nonsoloreggae | 08 Maggio, 2007 15:31
La Repubblica, 08.05.2007, pag. IV - http://www.repubblica.it/
"RINUNCIAMO A CAPLETON"
HIROSHIMA ACCOGLIE L'INVITO DEL TORINO GAY PRIDE
Federica Cravero
Torino LA POLEMICA
Il direttore Gargarone: "In altre città il cantante reggae canta, qui vince la censura"
"Rinunciamo a Capleton"
Altro che "peace and love". Il concerto di Capleton, probabilmente il più famoso cantante giamaicano reggae contemporeaneo, più volte contestato per i testi omofobici delle sue canzoni, ha fatto arrivare ai ferri corti il Coordinamento Torino Pride e l'Hiroshima mon amour, che stasera avrebbe dovuto ospitare l'evento. Avrebbe. Perché il concerto è stato annullato ieri pomeriggio dagli organizzatori, dopo il vespaio di polemiche che l'esibizione ha suscitato nella comunità glbt. La reazione di Torino è stata la più dura, visto che ieri sera Capleton è regolarmente salito sul palco a Parigi, domani farà lo stesso a Milano, così come a Firenze, mentre a Bologna la data è stata confermata ma solo dopo aver spostato il concerto sotto un tendone e non nella sede dell'Estragon. Eppure a ogni concerto di Capleton e degli altri esponenti del reggae più razzista e omofono, come Sizzla o Beenie Man, si sollevano cori di proteste. "Dobbiamo essere franchi: il reggae oggi porta il nome di questi artisti, anche se sono scomodi e controversi - dice Fabrizio Gargarone, direttore dell'Hiroshima - Comunque abbiamo accolto le richieste del movimento Glbt di cui facciamo parte perché come associazione culturale vogliamo aderirvi in toto e non solo quando ci fa comodo". Proprio sulla vocazione culturale e non solo commerciale del locale di via Bossoli, infatti, aveva fatto leva il movimento per le diversità sessuali domandandosi "quale diamine di scelta culturale rappresenti il dar voce a chi urla "Tutti i gay dovrebbero essere ammazzati" o "Prendi un bazooka e uccidi i froci". Soprattutto a pochi giorni dal 17 maggio, giornata mondiale contro l'omofobia". Eppure gli organizzatori non immaginavano tanto scalpore. Capleton, infatti, a Pisa nel giugno del 2005, prima di iniziare il concerto aveva firmato una piattaforma d'intenti per non scrivere più frasi omofobe nelle sue canzoni e sul palco con lui era salito anche il presidente dell'Arcigay. "Il fatto di aver cancellato la data ha lasciato un po' tutti con l'amaro in bocca - continua Gargarone - Mi sembra un po' una censura, no? Avremmo preferito che un esponente del movimento glbt salisse sul palco e spiegasse cosa in passato quest'uomo ha cantato. Il pubblico ama questi artisti anche se sicuramente non ne condivide le idee". Giustificazioni che però non sono bastate al Coordinamento Torino Pride. "Non c'è censura per le opinioni e la libertà di espressione altrui, ma per l'istigazione alla violenza nei confronti dei gay che questi cantanti fanno. E poi Capleton continua a cantare frasi omofobe, nonostante abbia firmato quella dichiarazione", spiega Roberta Padovano, portavoce del movimento. In ogni caso nessuno, né Hiroshima né il Pride, ha intenzione di far passare la cosa sotto silenzio e a partire dalla trasmissione di oggi alle 16 su Radio Flash sarà aperto un dibattito sulla vicenda. Il 1° giugno, poi, all'Hiroshima avrebbe dovuto andare in scena il reggae di Beenie Man. "Ovviamente teniamo la stessa linea e annulliamo anche quello", conclude Fabrizio Gargarone.
MINERBA: "SOLO OPERAZIONI COMMERCIALI"
Torino L'INTERVISTA
Minerba: "Solo operazioni commerciali" "è una polemica che non avrebbe mai dovuto esserci: mi ha stupito il comportamento dell'Hiroshima e mi sembra il minimo che abbia fatto marcia indietro". Questa l'opinione di Giovanni Minerba, direttore del festival a tematiche omosessuali, sulla querelle del concerto reggae annullato.
Minerba non si accontenta neanche delle recenti promesse di Capleton di non cantare più frasi omofobiche. "Certo chiunque - continua il direttore - può redimersi, ma dopo trent'anni di lotte non ho più tanta voglia di porgere l'altra guancia. Mi sembra più un'operazione commerciale per poter continuare a fare concerti". Netto anche il giudizio su chi ascolta questi cantanti pur non condividendone i testi? "Me la prendo con l'artista, che se ne approfitta perché molti non capiscono quello che canta. Ma alla fine certi concetti passano e possono originare certi atteggiamenti nei ragazzi".
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